lunedì 22 giugno 2015

"La sindrome da capolavoro"

"La sindrome da capolavoro"

un paio di giorni fa giravo per siti che trattavano dei diritti d'autore e della certificazione di autenticità delle fotografie.. e per caso mi sono imbattuto in un forum dove ho letto una piccola riflessione molto interessante: l'autore del post sosteneva che oggi il pubblico che fruisce di un opera d'arte, (e peggio ancora le società che si occupano di commercializzarle!!!) sia essa una foto, un quadro, una scultura o altro, soffre di una sorta di "sindrome da capolavoro". ovvero da un artista ci sia aspetta che il nuovo lavoro appena fatto sia in assoluto il suo miglior capolavoro. questa cosa mi ha fatto riflettere.. ed in effetti ha una sua logica. quanti di voi, sapendo che è uscito il film del proprio regista preferito, lo guarda aspettandosi che sia il suo più grande capolavoro? vi sarà certamente successo (a me sì!!) . allo stesso modo si compra l'ultimo libro dello scrittore preferito, si cercano le ultime foto pubblicate dal fotografo che si ammira maggiormente.. e via dicendo in quasi tutti i campi dell'arte. Ma tutto questo è giuso? se ci fermiamo a riflettere, ci rendiamo conto che questa "ansia da prestazione attesa" è una visione distorta della realtà. prendiamo per esempio Van Gogh, Picasso, Raffaello, Leonardo.. insomma tutti i blasonati nomi che hanno fatto la storia dell'arte.. non hanno sempre fatto capolavori!!! Anzi spesso hanno creato opere mediocri rispetto alle più famose!!!  i capolavori conosciuti delle loro produzioni sono pochi se paragonati al numero di opere che hanno creato ciascuno nella propria vita. alcuni addirittura vengono considerati capolavori a posteriori (dovuti alla fama giustamente guadagnata da ogni singolo autore). Quindi è giusto aspettarsi che l'ultimo lavoro uscito sia il migliore?? E' giusto che una galleria o un agenzia o una qualsiasi società che commercializza opere d'arte rifiuti di acquistare o giudichi non vendibile  l'ultimo lavoro di un artista poiché inferiore al precedente? eppure questo succede spesso. Questa "sindrome" non è solo del pubblico che fruisce un opera, delle società che si occupano di commercializzarla, ma anche degli autori stessi (cosa in questo caso giustificabile come ricerca personale del miglioramento continuo). Forse dovremmo trovare l'umiltà di ammettere che è un buon lavoro, ma non aspettarci sempre di essere stupiti!! Forse dovremmo giudicare un artista dalla totalità delle sue opere, dal percorso che ha compiuto e non da ogni singola opera.

lunedì 27 aprile 2015

Studio

dopo un lungo periodo di assenza eccomi di nuovo a postare su questo blog e a riassumere una serie di sessioni fatte in studio a Milano. la maggior parte delle modelle appartengono a delle agenzie, anche se non tutte.. non sono mai stato un appassionato di foto fatte in studio, preferisco le ambientazioni e le esterne, ma per una serie di circostanze ho sentito la necessità di riprendere un tipo di fotografia che da anni non praticavo, anche per vedere se ancora me la cavavo e se, alla luce dell'esperienze fatte nel tempo, potevo migliorare quello che già sapevo fare. le foto che seguono sono un estratto di quello che ho fatto. grazie a tutti e buona visione.

                                                                           Antonella
















                                                                          Carline













Sthefany












Ilka















mercoledì 11 febbraio 2015

Urban way

foto ri-editate di un servizio che mi sta molto a cuore. buona visione.






lunedì 9 febbraio 2015

Old camera

immaginando di poter vivere in una casa creata per essere il proprio rifugio, un luogo dove ricordare e meditare, abbiamo giocato ad interpretare una ragazza che riprende in mano le proprie vecchie macchine fotografiche..